Worsley e Picabia: due titoli delle Edizioni Clichy

imageItem.phpCompagni di viaggio di T.C. Worsley

Edizioni Clichy

T. C. Worsley narra in Compagni di viaggio (1971) la sua esperienza nella Guerra di Spagna, vissuta al fianco di Stephen Spender, ma racconta anche di molte altre vicende che hanno preceduto quel momento. Un romanzo a chiave, quindi, in cui è facile identificare nomi e volti di una stagione che espresse una risoluta visione a sinistra, anche se non necessariamente identificata nell’adesione al comunismo. La tensione tra i personaggi è in primo luogo quella tra i loro desideri e la realtà che li circonda, spesso troppo inferiore alle aspettative. Molti sono i ragazzi che scappano dal repressivo sistema delle Public Schools e che cercano di affermarsi altrimenti nella vita; gli intellettuali borghesi cercano di immedesimarsi nei panni dei proletari, maltrattati, e privi di ogni Welfare, ma spesso esprimono posizioni moralistiche. Al centro della vicenda sta la contrastata storia d’amore tra Tony Hindman, ex-militare passato al partito comunista, e Spender, che prima lo sostiene nel suo sviluppo intellettuale e poi lo abbandona, salvo poi battersi per salvarlo dal bagno di sangue del conflitto spagnolo. Intorno ci sono dame benintenzionate, nipoti di famiglie ricche ribelli senza motivo, aspiranti intellettuali, che si riuniscono in una libreria che ospita tutti senza distinzioni: un mondo dalle aspirazioni complesse quanto vaghe che si troverà sbalestrato di fronte alla violenza della Storia. Un’analisi magistrale della relazione tra sessualità, politica, cultura, narrata a più voci, in un gioco pirandelliano, che progressivamente smonta gli alibi e le false pretese.

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CaravanserraglioimageItem.php di Francis Picabia

Edizioni Clichy

Unico romanzo di Francis Picabia, scritto nel 1924, l’anno in cui apparve il primo Manifesto del Surrealismo. Al rigore dogmatico di André Breton, Picabia contrappone la sua incorreggibile disinvoltura, il suo inafferrabile istinto dissacratorio, scegliendo in ogni circostanza la libertà e la vita, che attraversa sempre a cento all’ora non temendo lo schianto finale. «Sono vivo», questo è il suo unico credo. E la risposta finale di questo romanzo, nel quale Picabia esprime l’essenza delle sue idee. Testo autobiografico «a chiave», pieno di deviazioni, porte misteriose, cassetti e armadi inattesi, Caravanserraglio si presenta apparentemente come una semplice serie di quadri che evocano con causticità l’anima di un’epoca travolta dal tourbillophoto_2015-06-06_20-53-08-300x200n delle avanguardie, ma rivela a una lettura più attenta un «sottotesto» letterario e narrativo di grandissima letteratura. Vi si incontrano Marcel Duchamp, Pablo Picasso, André Breton, Robert Desnos, Louis Aragon, Max Ernst, Blaise Cendrars, Jean Cocteau e molti altri. Di fronte al Surrealismo trionfante, Francis Picabia lancia l’ultima battaglia in onore del Dadaismo.

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Tags: autobiografia, avanguardie, comunismo, dadaismo, edizioni clichy, guerra, Libri, pere lachaise, rivoluzione spagnola, romanzo, storia del novecento
Pubblicato in Libri (19/12/2015)

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