C’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Carlotta era una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa…                                                                                                                                                                   Ma Carlotta era arcistufa del rosa!                                                                                                                  Voleva vestire di rosso, verde, giallo o viola e non aveva alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro!

princpessa-rosaC’è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa? (Raquel Dìaz Reguera, pp.48, € 16, Settenove) è un racconto dedicato ai bambini e ricco di illustrazioni. Nonostante sia rivolto ad un pubblico di lettori sopra i cinque anni, è bene non farsi ingannare: quella scritta da Reguera non è semplicemente una storia pensata per i più piccoli, ma qualcosa di più profondo e complesso. Sfogliando le pagine, si può comprendere la forza educativa e l’acume presenti all’interno del testo, il cui personaggio principale è Carlotta, una ”principessa rosa” come viene descritta dall’autrice.
Fin dall’inizio della narrazione, la protagonista si trova a dover fare i conti con le norme e le consuetudini che regolano i suoi comportamenti e che prescrivono la condotta che meglio si addice alla sua posizione. ”Le principesse sono molto delicate e non possono uscire dal palazzo perché potrebbero ammalarsi, non possono correre e saltare perché potrebbero rovinare i loro preziosi vestiti di seta. E non possono vestirsi né di verde né di azzurro, perché certi colori non si addicono a una principessa.”
Carlotta si accorge presto delle imposizioni alle quali è sottoposta, che non le permettono di esprimersi e vivere secondo le proprie inclinazioni; si trova così a dover scegliere tra i canoni predefiniti ed il proprio sconfinato desiderio di espressione individuale. ”Sognava di risolvere misteri, costruire aerei di carta, nuotare a cavallo di un delfino, seguire i piccioni viaggiatori e scoprire i confini della Terra viaggiando in una gigantesca mongolfiera.” La protagonista di questo piccolo libro è ‘solo’ una bambina, ma non per questo accetta senza remore gli obblighi che vincolano il suo agire. Non si arrende a ciò che è considerato conforme e consono, ma si interroga sul motivo delle prescrizioni e pone lo stesso interrogativo ”ai grandi” che fino a quel momento si erano dimostrati acquiescenti nei confronti degli stereotipi. ”Le principesse sono come le rose, fiori fragili i cui petali non resisterebbero nemmeno ad un soffio di vento.” Quella descritta da Reguera è la storia di un piccolo grande personaggio che sa affrontare gli adulti con semplicità e che ha il coraggio di affermare la volontà di inseguire i propri innumerevoli e fantasiosi sogni.
Per sottolineare come il genere femminile non sia l’unico ad essere colpito dalle standardizzazioni, l’autrice inserisce la figura del ”principe azzurro”, incastrato in una vita monocolore che gli impedisce di dispiegare la propria potenza creatrice.
L’obiettivo di Reguera è quello di porre l’accento sull’effettività della divisione di ruoli e sulla presenza, all’interno della nostra società, di una categorizzazione binaria maschio-femmina da cui derivano regole di comportamento, come quelle che limitano l’azione individuale di Carlotta. ”Io non voglio essere una principessa rosa. Voglio viaggiare, giocare, correre e saltare. Voglio vestirmi di rosso, di verde o di violetto.” L’esistenza di tali norme può essere interpretata come un tentativo di semplificare il caos generato dalla libera espressione di sé: con l’intento di portare ordine all’interno delle comunità, vengono forniti modelli di condotta che si richiede siano rispettati pena l’esclusione o la marginalizzazione.
Tra le pagine di questo libricino illustrato, arrivato in Spagna alla terza edizione, si trova un racconto sugli stereotipi che si tramandano di genitori in figli; una storia sul coraggio di pensare con la propria testa, di agire attivamente ed in prima persona per non lasciare che le consuetudini influenzino le nostre vite.

 recensione di Carlotta Pedrazzini

tratta da   rivista anarchica
anno 44 n. 389
maggio 2014

Tags: edizioni settenove, genere, infanzia, libri illustrati, libro
Pubblicato in Libri (27/6/2014)

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