Presentazione: tre poeti

Sabato 23 marzo 2013 alle 18

doppio appuntamento con la poesia contemporanea:

Luca Ariano (di Parma) e Carmine De Falco (di Napoli) presenteranno I resistenti (Edizioni d’If, Napoli) scritto a quattro mani e il pordenonese Simone Zanin parlerà del suo Ultima notte alla collina di Megiddo (Raffaelli Editore, Rimini).

Un appuntamento all’insegna della poesia contemporanea con tre autori della nuova generazione, ma che hanno già alle spalle diverse pubblicazioni.
Poesia civile, anzi sociale, quella di Ariano e De Falco, che va a comporre un poemetto affollato di personaggi di vita quotidiana. Il precario, la madre, il disoccupato di una città di provincia come molte, fanno da protagonisti alle vicende piccole e insignificanti di un paesaggio sociale post moderno.
Zanin, invece, sotto forma di un racconto visionario indaga temi assoluti con i quali l’uomo si è sempre confrontato e che rappresentano la sfida anche per l’uomo di oggi. Attraverso una narrazione evocativa e poetica, l’autore riesce a portare fuori dal tempo riferimenti all’attualità più stringente, parlando di finanza, scienza, chiesa.

Nomi che rimandano ad un mondo lontano che accendono i colori dell’immaginazione: Megiddo, la fortezza che dominava la strada carovaniera, Jordi, espressione nominale catalana ai confini di una terra in cui i favolistici draghi regnavano nei sogni trobadorici di una Provenza, che ricercava la purezza dei Catari… geografie, quindi di corpi, di luoghi, e di pensieri per sottolineare un itinere, che Simone Zanin propone, con suggestiva liricità. La forma letteraria del componimento, quella del poemetto, prende per mano il lettore per farlo partecipe delle molte domande che un immaginato discepolo pone al proprio Maestro.
“La narrazione delle storie (mi piace sottolineare il nominativo usato che pare in contraddizione alla suggestione lirico – fantastica) attraversa non solo un percorso umano ma anche un sentiero della mente, che attraversando il tempo relativo, costringe a verificare una ciclicità che profuma di eterno, con domande a cui seguono solo altre domande… il Maestro continuamente pungolato dal discepolo non ha che da offrire altre domande a cui occorre dare una risposta! E’ la poesia che chiede per avere risposte: forse per questo Jordi, un moderno San Giorgio continua la sua snervante avventura, che lo pone a confrontarsi con il Maestro. Ma c’è differenza tra aio ed allievo? Nella continua ricerca di una verità (ma quale?) si constata amaramente che l’uomo, da sempre figlio del proprio tempo, barattò il proprio Tempo con il denaro, rinunciando alla libertà del sentimento più intestino.
Il denaro, emblema di attualità sociale, assurge a Totem salvifico in un paesaggio dove si dovrà combattere l’ultima battaglia, per la salvezza. Il lettore percepisce il travaglio delle creature che improvvisamente si accorgono di scrutare la notte insieme a Jordi e al suo Innominato Maestro. Il buio è profondo e l’attesa corrode i nervi, mentre nello spazio limitato della veglia si solidificano le angosce della vita, mescolandosi ai dubbi che forgiano la fragilità. Il sorgere del sole vedrà una “ terra desolata” ombreggiata dagli scheletri dei caduti… “ In piedi moriremo, alti su queste rovine.” (Edmondo Busani)

“La plaquette è una proposta insolita di scrittura a quattro mani, sempre difficile e poco frequentata.
La poesia percorre un paesaggio anemico per comprendere una realtà che s’accende solo con i colori della riflessione filosofica o la narrazione lirica della memoria.
In questa poesia s’aprono come dei tagli che rappresentano le attese, i ritardi, i contorni di una realtà sociale che, attraverso il verso speculativo di C. De Falco, riflette su una società in costante agonia, dove lampeggia la narrazione lirica di L. Ariano con le storie di personaggi più che normali, rendendo visibile ciò su cui la mente riflette ed argomenta.
La sperimentazione appartiene ad entrambi i poeti: essa non è mai forzata, ma espressa con motti di lingua materna o attraverso il parlato gergale, che diventa costruzione della strofa poetica, mentre la scrittura individuale propone percorsi che appartengono anche a comunità più allargate…
Entrambi i poeti propongono un verso che misura il ridimensionamento dei sogni e delle illusioni. La realtà inquieta è animata da creature che respirano la mancata vittoria se non l’evidente disattesa degli antichi progetti per un futuro che appare risucchiato da un buco nero. Sfilano periferie chiuse nel loro degrado, spesso abbandonate alla costruzione selvaggia, ravvivate dalle luci dei moderni non luoghi d’aggregazione.
Feroce il dubbio “di non farcela” serpeggia in questo poemetto, che rappresenta la fragilità delle creature, molto simili a foglie trascinate dal vento. Nella sospensione l’illusione bilancia la disillusione, in una danza senza fine per cogliere nello spaesamento generazionale e generale la domanda cosa bisogna fare per uscire dalla incancrenita decadenza etico – morale e socio-culturale. I due poeti propongono i loro versi come mezzo per ricostruire un’emozione culturale più netta, attraversando la normalità di un vasto campionario collettivo, che ha forma e vita nel paese di questo inizio secolo. L’affollamento dei pensieri rimanda alla cronaca quotidiana nobilitata dalla forma letteraria della poesia. La lettura lascia un senso di smarrimento, che apre a più vaste considerazioni e domande.
Forse, dovremmo chiederci se non sia il caso di meglio considerare rispondere ai dubbi che la lettura di questa opera letteraria ha evidenziato? Se ci porremo anche una sola domanda, il lavoro degli autori non sarà stato vano.” (Edmondo Busani)

Luca Ariano, nato a Mortara (PV) nel 1979, vive e lavora a Parma. Collabora con la rivista Ali, ha pubblicato Bagliori crepuscolari nel buio (1999), Bitume d’intorno (2005), Contratto a Termine (2010), Tracce nel fango (2011); ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/testo (Fara 2009).

Carmine De Falco, nato a Napoli, ha pubblicato le raccolte di poesia, Linkami l’immagine e Loop Vernissage (nell’antologia Specchio Poetico) presso Fara Editore e Italian Day, edito nel 2009, presso le Edizioni Kolibris. Nel 2012 I resistenti scritto a quattro mani con Luca Ariano vince il premio Miosotìs e viene pubblicato per le Edizioni d’If. Poesie sparse sono state pubblicate in riviste e antologie, tra cui Vicino alle nubi sulla montagna crollata a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano (Campanotto Editore). Un’ampia selezione di testi tratti da Linkami l’immagine e Loop Vernissage, e dall’inedita Napre, si può leggere in Nella borsa del viandante a cura di Chiara De Luca, Fara Editore (2009). Il trittico Variazioni è presente sull’antologia Pro/Testo. E’ socio fondatore dell’associazione culturale Componibile62.

Simone Zanin è nato a Pordenone nel 1977. Ha pubblicato La porta dei miei sogni (1995, Edizioni del Leone, Venezia) e Studi (2007,  Edizioni del Leone, Venezia). Ha stampato libri d’artista, in edizione realizzata a mano a tiratura limitata e numerata con artisti come Marco Baj e Martino Neri. Selezionato nel 2009 per il 5th London Poetry Festival. Nel 2010 ha fondato Ultranovecento, collettivo di artisti visivi e poeti. Collabora con la rivista Ali e con l’associazione culturale Vastagamma di Pordenone.

 

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Pubblicato in Libri (14/3/2013)

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